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Facebook Ads: Cosa sapere?

Non avevo ancora scritto un articolo dedicato esclusivamente a Facebook Ads, la piattaforma che consente di farsi pubblicità tramite Facebook, e penso sia finalmente giunto il momento: la piattaforma Facebook Ads è migliorata rispetto agli inizi del 2009 e possiamo capire come è possibile sfruttarla al meglio per impostare una campagna online sul social network più famoso del web. L’errore più comune che fanno le persone che cominciano a farsi pubblicità su Facebook Ads è sicuramente trattare Facebook Ads come Google Adwords: generalmente le persone che decidono di farsi pubblicità su Facebook Ads sono quelle persone che hanno già una campagna su Adwords, decidono di investire un centinaio di euro su questo sistema pay per click pensando che sia semplicemente un concorrente di Adwords (o roba del genere).

Generalmente quanto investono un centinaio di euro e trattano questo strumento alla pari di Google Adwords una volta spesi i 100 euro, si accorgono che i risultati sono catastrofici (assai spesso) e dunque non lo utilizzano più.
Ma c’è quacuno che ha capito qual’è il concetto fondamentale da sapere per chi vuole farsi pubblicità su Facebook.
Facebook Ads è una piattaforma a sè. Così come Facebook, in qualche modo, è un caso a sè (e c’è gente ancora oggi convinta che internet = Facebook…). Qual’è il concetto fondamentale da cui partire quando si decide di fare pubblicità su Facebook?
La gente utilizza Facebook per passare il tempo, condividere le proprie esperienze e raccontare le proprie storie.
Gli utenti che utilizzano Facebook, sebbene sono gli stessi che utilizzano i motori di ricerca, sono completamente diversi, o meglio il loro cervello è impostato in maniera completamente diversa se utilizzano Google o se utilizzano Facebook: nel primo caso (Google) stanno cercando informazioni, o generalmente soluzioni ai loro problemi, dunque ciò che cercano è ciò che vogliono.
Gli utenti che utilizzano Facebook generalmente cercano “gossip”, notizie degli amici, conoscenti, foto e video, o ancora gruppi affini ai loro interessi.
Quali sono i punti di Forza di Facebook Ads?
Una volta capito il concetto fondamentale, dobbiamo capire quali sono i punti di forza di Facebook Ads e come poterli sfruttare a nostro favore:
  1. Target degli annunci: Su Facebook è possibile scegliere 27 tipi di targettizzazione (età, sesso, educazione, professione, geolocalizzazione, interessi, …);
  2. Facebook è usato da tutti: o quasi tutti! Circa il 50% degli italiani ha Facebook, e molti di questi lo usano ogni giorno;
  3. Quanto stanno su Facebook gli utenti? Dai dati che ha diffuso Facebook, la media di permanenza sul sito è pari a 45 minuti giornalieri.
Come sfruttare i punti di forza di Facebook Ads?
  1. Colpisci solo chi vuoi colpire: Cerca di essere il più specifico possibile, creando degli annunci precisi che si rivolgono solo al tuo target, non utilizzare parole chiave generiche ma utilizza le più specifiche che puoi;
  2. Una immagine vale più di mille parole: Su Facebook Ads hai la possibilità di inserire una piccola immagine nel tuo annuncio. Sarà l’immagine a distrarre l’utente di Facebook dalla sua attività principale, utilizzare una immagine efficace può aiutarti a ricevere più click, più traffico e più conversioni. Ovviamente per utilizzare l’immagine migliore dovrai fare dei test e vedere come rispondono gli utenti.
  3. Non buttare l’utente fuori da Facebook: per molte persone Facebook è diventata una casa virtuale dove inserire i propri interessi, le proprie passioni, condividere emozioni e molto altro ancora. Anzichè spingere tramite l’annuncio l’utente fuori da facebook, prova a creare una fan page o una pagina con il codice fbml dove gestire la landing page della tua campagna, l’utente si sentirà “a casa” anche mentre consulta (e possibilmente acquista) la tua offerta.
Questi sono alcuni consigli base che possono esserti utile per la gestione delle tue campagne su Facebook Ads, se vuoi aggiungere qualche dettaglio o fare qualche domanda lascia il tuo commento, sarò felice di rispondere se saprò aiutarti, in caso contrario cercherò di farti avere una risposta da qualcuno che ha molta esperienza in materia!
Buon lavoro online e buona campagna!

Cosa è il buzz Marketing?

robabilmente il buzz marketing (ti starai dicendo) non c’entra nulla con il mondo del guadagno online, mi dispiace contraddirti, ma oggi anche il buzz marketing è uno strumento attraverso il quale è possibile guadagnare online!
Buzz Marketing, il passaparola online, l’”arte di promuovere un prodotto o un servizio attraverso il passaparola”. Ma cosa succede quando il buzz marketing diventa a pagamento?
Quando il buzz marketing diventa un “do ut des” che tradotto in soldoni diventa “tu parli di me ed io ti pago o ti offro un servizio?”
C’è una accesa diatriba fra chi ama fare buzz marketing, chi lavora con il buzz marketing, e chi è contrario a questa forma di pubblicità per alcuni fraudolenta. Entra dunque in gioco il WOMMI (Word of mouth marketing Italia) con un ottimo codice etico consultabile alla pagina “Codice Etico Wommi“.A questo punto l’osservazione più classica che si può fare è “C’è addirittura bisogno di un codice etico per fare buzz marketing???” In realtà non ce ne sarebbe bisogno, se tutte le persone fossero oneste e corrette, ligie al dovere e così via, ma, ahimè, spesso non è così.
In sintesi, ciò che si vede spesso, è la promozione di un prodotto (attraverso siti internet, blog, forum e quant’altro) semplicemente perchè questo ci fa guadagnare qualche centesimo, qualche euro, e così via. Io non ho magari mai provato un asciugacapelli però nel mio blog scrivo che è fantastico, stupendo, eccezionale, DA COMPRARE!!!
In realtà è il prodotto che comunemente usiamo tutti, non ha niente di particolare rispetto al tuo asciugacapelli o rispetto a quello di un tuo amico, solo che siccome mi fa guadagnare allora ne parlo strabene.
Il Buzz Marketing non è questo, secondo il WOMMI, l’associazione italiana di “professionisti del passaparola” e io sono pienamente d’accordo con i ragazzi e i professionisti esperti del passaparola.
Se mi viene chiesto di testare un prodotto (sia esso un cellulare di ultima generazione, un libro da leggere, un asciugacapelli, un prodotto alimentare e così via) io cercherò di essere il più corretto possibile e verrò pagato sia che la mia opinione sarà positiva, sia che questa sarà negativa: è inutile lodare qualcosa che invece può ancora migliorare (e può magari migliorare parecchio): le aziende vogliono consigli e suggerimenti per migliorare i loro prodotti, ed oggi più che mai internet ci mette a disposizione uno strumento eccezionale per far sentire la nostra voce: perchè non sfruttarlo?
Da tenere presente anche che spesso i comportamenti scorretti vanno a scapito di una sola persona: chi scrive! Se io infatti parlo bene di un prodotto che invece si rivela essere una truffa, scadente o difettoso, sicuramente riceverò commenti negativi, in rete si parlerà male di me e del mio sito, la mia credibilità scenderà ai minimi storici ed io avrò pero una buona occasione per stare in silenzio ed imparare da chi è più esperto di me!
Ma vorrei concludere quest’articolo dedicato al buzz marketing, ovvero al passaparola, con una osservazione molto interessante: se l’obiettivo di una azienda che si occupa di buzz marketing è proprio sviluppare il passaparola, ogni buon marketer sa anche che le notizie negative si diffondono molto più velocemente delle notizie positive (pensiamo ad un esempio davvero banale: se c’è un cellulare che non prende mai sarò il primo a dirlo ad amici e parenti, mentre se il mio telefono prende nella norma non lo dirò perchè è tutto normale… se il mio telefono infine è stratosferico allora lo farò vedere a tutti!), dunque non è forse meglio parlare di un difetto di un prodotto per ottenere due piccioni con una fava?
Supponiamo che io sia un produttore di cellulari, e decida di fare buzz marketing: invio i prodotti da testare, e alcuni utenti notano che il cellulare è molto buono, ma pecca nel caricamento delle applicazioni: si sparge la voce e nel mentre il mio reparto tecnico si occupa di ottimizzare la velocità di caricamento delle applicazioni, una volta risolto il problema parte un buon comunicato stampa e… il cellulare ha risolto il suo difetto ed ha ottenuto un ottima visibilità!
E tu hai già fatto buzz marketing? Cosa ne pensi? Scrivimi un commento!

Twitter: Adesso in Italiano ed Ebook che insegna ad utilizzarlo

E’ già da qualche giorno online, ma mi sembra doveroso fare un riassunto di quanto è successo a cavallo fra novembre e dicembre nel campo dei social network. Twitter, come già probabilmente saprai, è uno dei social network più potenti della rete.
Differisce da Facebook, Flickr, e tutti gli altri Network perchè si hanno a disposizione 140 caratteri (meno di un sms, che ne dovrebbe avere 160) per raccontarsi, aggiornarsi, suggerire.
Twitter è anche un ottimo mezzo per fare buzz, scatenare passaparola (con i re-tweet), condividere informazioni lampo, o aggiornarsi in tempo reale su uno stesso evento (attraverso codici che vengono chiamati hashtag.
Ma procediamo con ordine! Nella seconda metà di Novembre viene lanciato uno splendido eBook gratuito, da due personaggi molto importanti nel mondo web italiano: Giorgio Taverniti, fondatore del forum GT, ed Enrico Madrigano, Madri Internet Marketing

Il titolo dell’eBook? Twitter-Ebook_Madri_GT.
Per scaricarlo ti basterà cliccare sul link che riporta il titolo dell’eBook.
Questo è stato un primo passo per diffondere ancor di più la Twitter mania: una guida pratica all’utilizzo ed alle principali funzioni di questo social network.
Ma le novità non finiscono qua: il 10 dicembre infatti è stato infatti reso disponibile, grazie alla collaborazione di un gruppo di “twitter-user” italiani, la traduzione di Twitter in Italiano e, dunque, adesso, i newbie, o i nuovi utenti, potranno selezionare la lingua italiana e “Capire meglio cosa stanno facendo all’interno di Twitter”. 
La potenza, in termini di guadagno online, di twitter, è univoca, e per spiegarla una equazione è l’esempio più calzante che si può fare per dimostrare quanto detto: se il marketing è l’anima della pubblicità, twitter, se lo si sa utilizzare, è un ottimo strumento per fare marketing, condividere contenuti, stringere amicizie, seguire amici ed essere seguiti.
Ovviamente, ricordo ancora una volta, che non è semplice ottenere successo su Twitter, per farlo bisogna avere un buon gruppo di Followers pronti a retwettare le nostre notizie, che a loro volta verranno retwettate solo se davvero sono “succulente”, interessanti, danno un valore aggiunto a chi li legge.
E tu utilizzi già twitter? Sei riuscito a portare molte visite al tuo blog tramite questo social network? Concludo questo articolo con un video breve di Caterina Policaro, esperta blogger e “networker” che ha collaborato alla traduzione di Twitter ed… è stata intervistata ai microfoni di rai uno (servizio andato in onda l’11 dicembre 2009) ;)  

Influenza Digitale: Rendere Virale Il Blog?

Come è possibile ottenere successo e risultati?
Come posso ottenere tante visite con il mio blog?
Cosa è l’influenza digitale?
L’influenza digitale è un particolare tipo di influenza che porta quasi una situazione di benessere nella persona che diffonde il virus…
Il modo migliore per ottenere molte visite con il proprio blog è rendere virale il proprio prodotto. Il viral marketing è un effetto che genera attraverso messaggi dei fenomeni destinati ad espandersi in maniera esponenziale.
Se io ti dicessi che regalo 100 euro ad ogni persona che lascia un commento in questo blog probabilmente tu lo diresti ad i tuoi amici, ed i tuoi amici ad altri amici, e così via, portandomi alla bancarotta nel giro di pochi minuti, ma diffondendo il brand Monetizzando in pochissimo tempo (purtroppo non è così quando vengono elargiti buoni consigli: se stai leggendo e ti chiedi cosa intendo…. linka questo blog se lo trovi utile e consiglialo ai tuoi amici :D ).

Questa tecnica (viral marketing) viene spesso utilizzata dai grandi brand per generare intrattenimento o diffondere un prodotto fra chi utilizza principalmente il web per raccogliere informazioni (ma la stessa tecnica funziona anche sulla pubblicità in televisione o nei giornali, bisogna semplicemente sapere come rendere virale il proprio prodotto/brand/servizio).
Raccontare una storia è il metodo più semplice per generare entusiasmo ed emozioni. Di conseguenza si sviluppa una propensione allo share, alla condivisione: per definire virale una prodotto è importante conoscere le statistiche. Si può sapere se un prodotto ha sfruttato bene il viral marketing solo quando ha ottenuto il risultato sperato: si è diffuso, magari anche offline o viceversa.
Un esempio di viral marketing che ha funzionato è stato il progetto “Muchas Maracas”: è stata creata una fan page su facebook con un video divertente. Il divertimento stimola le persone che sono portate automaticamente a condividere il video e a diventare fan della pagina…Molti fan della pagina hanno generato molte interazioni e quindi molta pubblicità al brand. Se non conosci il video Muchas Maracas riporto di seguito il video tratto da youtube ;)  
Questo è uno dei tanti video realizzati da Axe, e diffusi in rete su Facebook. I risultati? La pagina fan ha più di 440.000 fan, genera tantissime interazioni e discussioni, e la domanda “Chi ha le maracas più grandi” ha fatto impazzire il web, che ha cominciato a girare video, commentare, parlarne, generare buzz… Ha diffuso il virus delle maracas!!!
Se tu riesci a rendere virale il tuo blog, racconta la tua esperienza, i tuoi risultati, cosa hai fatto, condividere infondo è il modo migliore per ottenere risultati!
P.s.
Un ringraziamento a tutte le persone che hanno commentato fino ad oggi Monetizzando, ad oggi ci sono infatti più di 800 commenti e circa 440 articoli!!! Continuate a commentare e a lasciarmi critiche, consigli, suggerimenti e domande!
P.p.s.
Se vuoi aiutarmi a diffondere il Monetizzando virus, e vedere cosa riesce a scatenare, parla di questo blog, linkalo con le parole “Monetizzando: Guadagnare Online” o linka quest’articolo… Studiamo insieme questo fenomeno!

Comprare Pubblicità Su Google Adwords

Conoscere Google Adwords, e saperlo sfruttare al 100% può essere un modo sorprendente per guadagnare con internet e lavorare con internet.
Comprare pubblicità su Google Adwords infatti è uno dei metodi prediletti da alcuni “esperti di web-marketing” che non hanno la minima intenzione di pubblicizzare un loro sito, ma di acquistare pubblicità per un prodotto che, una volta venduto, li farà guadagnare molto di più del pagamento della semplice pubblicità.
Ma Google Adwords è anche un validissimo strumento per farsi pubblicità online, ed oggi voglio offrirti la possibilità di iscriverti ed avere 30 Euro omaggio,apri un conto Google Adwords!Personalmente ammetto di non essere molto ferrato in materia Google Adwords, e, attualmente, un pò come l’avvenente signora in foto, sto cercando di capire come funziona Google Adwords. I consigli che ti posso dare sono, prima di iniziare una campagna, di studiare cosa promuovere, come promuoverlo, con quale titolo e con quale descrizione.
Prestare attenzione ad ogni fase della realizzazione di un inserzione pubblicitaria è semplicemente fondamentale: tutto dev’essere perfetto e portare l’utente a compiere l’azione che vuoi che compia.
Anche se non sono particolarmente esperto di Adwords posso comunque darti alcuni consigli, e spero che chi legge quest’articolo conoscendo bene Google Adwords lasci il suo supporto e la sua esperienza con un commento.
Ci sono 3 grandi metodi di utilizzare Google Adwords, secondo il mio punto di vista: 
  1. Promuovere il tuo sito o blog: Riceverai sicuramente del traffico, ma potrebbe anche non farti guadagnare nulla al di là della popolarità. Ovviamente puoi inserire come link una pagina interna al tuo sito, il che ti consente di portare chi clicca sulla pubblicità direttamente su un prodotto o una categoria specifica;
  2. Promuovere una landing page: Per chi non lo sapesse ancora, le landing page sono le pagine di atterraggio: l’utente che arriva su una landing page generalmente può compiere solamente due azioni. Queste due azioni consistono in “comprare l’oggetto desiderato/iscriversi al servizio” o “uscire dalla landing page”
  3. Promuovere una campagna che accetta questo tipo di pubblicità: Non ci sarà nessun rapporto con i tuoi siti o altro, semplicemente chi cliccherà sulla pubblicità arriverà sulla landing dell’inserzionista e sceglierà se acquistare o meno il prodotto
A seconda del tipo di pubblicità che vuoi fare su Adwords puoi dunque cambiare molti fattori, ma tre elementi chiave che possono fare la differenza sono:



  1. Il Titolo: Fin dalla prima parola cerca di catturare l’attenzione senza essere banale. A seconda della nicchia dove vuoi posizionarti la concorrenza sarà molto alta, e catturare l’attenzione diventerà molto difficile. Pensa ad un titolo che abbia delle caratteristiche fondamentali, quelle che ti consiglio sono:

  • Semplicità: Evita giri di parole o giochi di parole, cerca di andare subito al sodo
  • Curiosità: Cerca di stimolare la curiosità di chi legge la pubblicità
  • Numeri: Cerca di inserire un numero chiave (es. 30 euro di pubblicità per te!)
  1. La Descrizione: cerca di inserire parole chiave che abbiano senso nella tua descrizione. Se scrivessi “Adwords – pubblicità – omaggio – 30 – advertising – webmarkting” non sarei utile all’utente, mentre se scrivessi “Ti regalo 30 euro per cominciare il tuo WebMarketing e farti pubblicità”, ti incuriosisco e ti invoglio a cliccare!
A questo punto non mi resta che invitarti a provare tu stesso Google Adwords e ritirare il tuo bonus!

Pubblicità Online: C’è Chi Se Ne Approfitta?

Uno degli argomenti più interessanti che riguarda il mondo del guadagno online è la pubblicità Pay Per Performance. Il Pay Per Performance Marketing, che spesso si traduce nel “lavorare con i network di affiliazione” è quel tipo di marketing che consente agli inserzionisti per pagare esclusivamente sui risultati che ottengono (siano essi iscrizioni ovvero lead, vendite ovvero sale, o azioni come un download).
E qui comincia una vera e propria lotta e disputa su questo tipo di pubblicità: è corretta o no?

La pubblicità online è a svantaggio dei publisher, ovvero degli editori, ed a vantaggio degli inserzionisti? Il Pay per click ed il pay per impression è il miglior metodo per monetizzare i nostri contenuti?C’è chi la pensa proprio così, e le motivazioni che vengono addotte sono più che comprensibili: per quale motivo noi editori online dobbiamo prima di tutto fare un bel sito, poi portare visite, ed infine piazzare banner ed aumentare trustrank, visibilità  e utenti ai merchant senza avere nulla in cambio?

E’ quanto generalmente succede quando si inserisce una campagna di un network di affiliazione poco in target all’interno di un sito, o quando la landing page del merchant non è studiata bene, e dunque non riesce a convertire l’utente in cliente finale.
Dunque quello che si consiglia di fare in questi casi, già da tempo, e ne ho parlato a mia volta anche su Monetizzando, è, ancora una volta, cercare di focalizzare al massimo la pubblicità inserendo solamente quella che potenzialmente può interessare la nostra nicchia di riferimento, e, dopo aver fatto questa selezione, continuare la selezione:
Eliminando i banner che non convertono, e che quindi non ci rendono nulla (c’è addirittura chi propone di utilizzare esclusivamente banner che pagano per impression o click, ma personalmente non sono d’accordo);
Utilizzare più link testuali, ricordandoti di inserire un bel: rel=”nofollow”, che indica ai motori di ricerca di non dare valore in termini di ranking al sito che stiamo linkando, al posto dei banner (anche di questo ne ho parlato a mio tempo su Monetizzando, ma ricordarlo penso possa solamente giovare a tutti).
Studiare le landing dei merchant: potrebbe essere un altro elemento interessante da valutare prima di posizionare una campagna pubblicitaria all’interno del nostro sito. Se la landing page (ovvero la pagina su cui arriverà il visitatore) non è accattivante e ben strutturata, se permette di fare mille cose meno l’unica che a noi interessa (ovvero convertire l’utente in cliente), probabilmente la campagna convertirà male, e dunque avremo semplicemente perso del tempo e regalato visite e click…
Tutto questo, evita che molti merchant possano rafforzare la loro brand reputation e brand awareness sulle spalle dei tanti piccoli publisher che pubblicano banner e non ottengono risultati, costringe i merchant a rivedere le landing page per farle convertire al meglio ed evita agli inserzionisti l’ulteriore lavoro di “dover convincere gli utenti che quel prodotto è buono e valido…”.
Tutte cose che esulano dalla funzione o dal ruolo che dovrebbe avere un buon editore online che dovrebbe forse limitarsi a scrivere dei contenuti validi ed interessanti, e suggerire qualcosa di interessante da acquistare o da utilizzare per una determinata categoria di persone.
Tu come la pensi? Davvero i Merchant se ne approfittano o, semplicemente, in Italia, ancora c’è molta disinformazione e tante persone non sono preparate a lanciare delle pubblicità online?
Io penso che i tempi siano quelli giusti, in Italia, per maturare seriamente e dare una svolta all’online ;)
Ovviamente i commenti sono sempre aperti a chiunque vuol lasciare la sua opinione.
Buon lavoro e buon guadagno online,

Pubblicità Online : Ipotesi Sul “Banner del Futuro”

i banner pubblicitari del futuroIn occasione di recenti importanti eventi dedicati a varie tematiche relative al web, tra cui quella della pubblicità online, alcuni esperti del settore, tra cui autorevoli membri dello staff di Google, si sono interrogati sul futuro della pubblicità e, in particolare, su come si evolverà il banner pubblicitario, principale strumento promozionale, utilizzato sulla maggior parte dei siti web che cercano di monetizzare il proprio traffico.
Sono emersi elementi molto interessanti sulle caratteristiche che potrebbe avere il banner nel prossimo futuro, molte di queste sono già realtà, ma non hanno ancora una diffusione capillare.

Presto anche soluzioni estremamente popolari ed utilizzate su moltissimi siti, anche amatoriali, come il celebre AdSense di Google, potrebbero introdurre queste nuove funzioni nei loro banner.
Vediamo quindi brevemente di cosa si tratta, per capire meglio cosa potremmo aspettarci dai banner pubblicitari nel prossimo futuro.

Il nuovo banner sarà:

  • GEOLOCALIZZATO
  • INTERATTIVO
  • PERSONALIZZATO
  • CALL-TO-ACTION
Il BANNER GEOLOCALIZZATO ha la possibilità di adattarsi all’utenza in base alla sua provenienza. Esistono già numerosi esempi di questa tecnologia che permette di contestualizzare la pubblicità da visualizzare in base alla provenienza geografica dell’utenza. In AdWords, ad esempio, è possibile basandosi sull’Ip dei visitatori, mentre in Facebook, basandosi sui dati del profilo.
Esistono poi aziende internazionali che usano la geolocalizzazione per visualizzare banner in diverse lingue e farli puntare a pagine ottimizzate in base alla lingua e alla provenienza dell’utente. Naturalmente è possibile effettuare una cosa simile anche in base alla città, mostrando, ad esempio, come già avviene per i siti di incontri, banner che fanno riferimento ad eventi, locali o profili di persone della nostra stessa città.
IL BANNER INTERATTIVO permetterà all’utenza non solo di cliccarlo per approfondire un messaggio pubblicitario, ma anche di visualizzare altre immagini e testi, “sfogliare” un catalogo prodotti, visualizzare prezzi, etc… sarà insomma una sorta di vetrina, un piccolo negozio, o un servizio informativo, da includere nelle pagine del sito.
Il banner nel futuro sarà poi sempre più PERSONALIZZATO, anche grazie alla già citata geolocalizzazione, potrà ad esempio visualizzare il numero di telefono o l’indirizzo del negozio più vicino a casa nostra in cui poter trovare un determinato prodotto.
Sempre nell’ottica della personalizzazione e della tendenza sempre più diffusa di andare verso le esigenze dell’utenza con soluzioni su misura, nei banner verrà introdotto un PULSANTE CALL-TO-ACTION, si tratterà di un link personalizzato, non più quindi il semplice, e poco performante, “clicca qui“, ma dei testi che invitano a specifiche azioni, come click, registrazione, acquisto in modo più diretto e integrando funzioni interattive.
Come avete visto si tratta, più che di singole innovazioni che in realtà già esistono da tempo, di una nuova sinergia tra tecnologie che presto vedremo in tutti i nostri siti. Ma quando potremo avere questi nuovi banner, vederli in funzione e magari testarli sui nostri siti grazie ad AdSense di Google?
Il banner del futuro è già in sperimentazione in alcuni stati americani e potrebbe espandersi ad altri paesi entro un anno.
Naturalmente sarà estremamente importante per chi lavora con il web capire bene le potenzialità ed i limiti delle nuove tecnologie, così da sfruttare al meglio i nuovi strumenti promozionali e guadagnare sempre di più, grazie ai banner sul proprio sito web.
Importante ricordare poi, che già oggi, si va spesso oltre il banner che spesso viene immediatamente identificato dall’utenza come un messaggio pubblicitario e, pertanto, quasi ignorato, nonostante offra beni o servizi di qualità e di grande interesse.
Già oggi sono realtà strumenti nuovi ed estremamente performanti, come i video virali e, in generale, tutte le forme di marketing non convenzionale che trovano sul web un perfetto canale di sperimentazione e diffusione.
Le nuove tecnologie applicate ai banner potranno rilanciare questi strumenti, riavvicinandoli a nuove forme pubblicitarie maggiormente incisive, in ogni caso ci aspettano nei prossimi mesi e anni importanti novità nel settore e ci saranno ottime possibilità di guadagno per chi saprà sfruttarle per tempo.