lavoro.it: Contabilità e Fisco
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Defiscalizzazioni per imprese: buoni pasto

Contrattazione aziendale, il Tuir (testo unico delle imposte sui redditi) concede diverse possibilità di defiscalizzazione, tra le quali figurano anche i buoni pasto concessi dai datori di lavoro ai propri dipendenti.
Una forma di defiscalizzazione tra le più diffuse perché costituisce un doppio vantaggio per l’azienda, che può dedurre i buoni pasto sia per quanto riguarda il fisco che la contribuzione.
Il loro valore è pari a 5,29 euro e, considerati vero e proprio denaro, possono essere spesi in tutti gli esercizi commerciali aderenti, anche se i buoni pasto nel tempo hanno perso potere d’acquisto.

Regime dei minimi 2015: le nuove regole IVA e Irpef

Con la manovra finanziaria (Dl 98/2011) è entrata in vigore la riforma del regime dei minimi (articolo 27). La nuova disciplina ha escluso molti contribuenti (ex minimi), ma per quelli che risultano ancora in possesso dei requisiti, ovvero i nuovi minimi,  sono previste interessanti agevolazioni fiscali, come l’esenzione IVA e l’IRPEF al 5%.

IVA e regime dei minimi

Dunque i contribuenti che rientrano nel nuovo regime dei minimi da una parte non possono addebitare l’IVA ai clienti/committenti e dall’altra non possono portarla in detrazione per gli acquisti effettuati.

Spesometro dal 31 gennaio 2015: obblighi per operatori e imprese

Si avvicina la scadenza per lo Spesometro, l’adempimento prorogato al 31 gennaio 2012 tramite cui il Fisco mira a verificare la posizione reddituale di imprese e professionisti. , i quali dovranno comunicare le operazioni rilevanti ai fini IVA di importo sia pari o superiore a 3.600 euro.

Pagamenti tramite POS

In caso di pagamenti tramite Pos i vincoli di comunicazione legati allo Spesometro vedono coinvolti, per effetto del Provvedimento attuativo del 29 dicembre 2011 dell’Agenzia delle Entrate, gli operatori finanziari.

ioFatturo: fatturazione online gratuita e in italiano

Uno scoglio nell'attività di management aziendale per molte piccole e medie imprese è la gestione economica di fatturazione e scarichi di magazzini, spesso di dimensioni non eccessive: i programmi desktop sono configurati per esigenze standard, anche grandi, e risultano perciò complessi e onerosi.
Un sistema conveniente, versatile e semplice da gestire è ioFatturo, un web service tutto italiano, che mette insieme fatturazione e scarichi di magazzino, con un occhio di riguardo al tracking dei pagamenti e all'organizzazione delle scadenze.
Utile per liberi professionisti, artigiani e Pmi che non vogliono investire in onerosi software, ioFatturo prevede un account gratuito, con la registrazione del quale è possibile:

Piano di ammortamento di un mutuo con dati online in Excel

Realizzare piani di ammortamento prestiti è un'operazione semplice e veloce: Microsoft Excel dispone di un modello deputato a tale scopo e molto conosciuto ed utilizzato anche dalle aziende.
Tuttavia, quando si tratta di mutui legati all'Euribor, ovvero quei prestiti il cui tasso variabile è dato dalla somma dell'Euribor nel periodo di riferimento con l'aggiunta di uno split determinato in fase di contrattazione del prestito, la cosa si complica leggermente, perché il calcolo della rata deve essere aggiornato ai dati del periodo e quindi si presuppone che essa venga ricalcolata.

Un prospetto per le ore lavorate con Excel 2007

Quando in azienda non si dispone di sistemi automatizzati delle timbrature o di funzioni di reporting adeguate, è utile almeno cercare di tenere traccia delle ore lavorate dal personale, in modo da poter rielaborare facilmente i dati. Con Excel 2007 è possibile sopperire alla mancanza di software specifici, e trarre anche delle valutazioni particolari sul trend lavorativo aziendale, evidenziando i dati più significativi tratti dalle ore lavorate.

Gestionale con Microsoft Office: stampa documenti contabili e di inventario

Dopo aver completato la procedura per la gestione del magazzino ed emissione di documenti contabili (fatture o documenti di trasporto) con un database Access, vediamo ora come creare due report che permetteranno la stampa dei documenti contabili e dell'inventario degli articoli giacenti in magazzino.
Selezionare la scheda Report. Anche in questo caso, come per la creazione delle maschere e al fine di velocizzare la procedura, utilizzeremo la creazione guidata. Premere il pulsante Nuovo, selezionare l'opzione Creazione guidata Report e premere il pulsante Ok.

Gestionale con Microsoft Office: contabilità del magazzino

Proseguiamo nella guida passo passo per realizzare un applicativo con Microsof Office per l'amministrazione d'ufficio di qualsiasi azienda. Dopo aver creato il db Clienti, Fornitori e Magazzino eaver completato la procedura per la gestione del magazzino, passiamo alla creazione di una maschera per la registrazione dei documenti contabili e dei movimenti di magazzino: fatture, documenti di trasporto, note di credito o di debito e tutti gli altri documenti emessi o ricevuti dall'impresa per lo svolgimento della propria attività.
La gestione dei documenti sarà strettamente correlata con le tabelle finora create. Questo vuol dire che per ogni documento registrato saranno inserite una o più righe di dettaglio in modo da modificare l ' esistenza degli articoli stessi in magazzino.

Calcolo pensione con sistema retributivo, contributivo o misto


La riforma delle pensioni contenuta nella manovra finanziaria 2010 ha allungato l'età in cui è possibile lasciare il lavoro, con i primi effetti registrati nel 2011 (-24% e -15% rispettivamente di pensioni di vecchiaia e di anzianità erogate dall'INPS nel settore privati). Il rischio è di perdersi fra contributi, età e finestre mobili. Vediamo di fare chiarezza.

Calcolo età pensionabile

Il diritto alla pensione matura quando si raggiunge il numero minimo di contributi e l'età anagrafica minima: la somma dei due fattori espressi in anni non può essere inferiore a una specifica quota, che attualmente cresce ogni anno.

Gestionale con Microsoft Office: movimenti del magazzino

Nel precedente tutorial abbiamo avviato la realizzazione di un applicativo per amministrare le principali attività d'ufficio. Dopo aver creato un database di clienti, fornitori e magazzino prodotti, passiamo a realizzare una serie di tabelle correlate, che permetteranno di movimentare il magazzino sulla base dei documenti emessi o ricevuti.
Per prima cosa si dovrà creare una tabella che contenga i documenti emessi o ricevuti e li metta in relazione con i movimenti di magazzino. Si chiamerà TIPI_DOC e conterrà due campi. DESCRIZIONE: Tipo dati Testo, dimensione 50, Chiave primaria, Indicizzato con duplicati non ammessi;
MOVIMENTO: Tipo dati Numerico, dimensione campo Intero, Formato Fisso, Posizioni decimali 0. Nella casella "Ricerca" selezionare nel campo "Visualizza controllo" l'opzione "Casella combinata", nel campo "Tipo origine riga" selezionare l'opzione "Elenco valori", nel campo "Origine riga" indicare "1;0;-1", nel campo "Solo" in elenco scegliere l'opzione "Sì".
La tabella TIPI_DOC serve a fornire all'applicazione tutte le informazioni sui movimenti di magazzino. Si immagini, ad esempio, di dover emettere una fattura attiva per la cessione di beni: è chiaro che, al momento della vendita, l'esistenza dei beni in magazzino dovrà inevitabilmente diminuire di tante unità quanti sono i beni venduti. Ad agevolare questa operazione interverrà la tabella TIPI_DOC, che consentirà di creare i documenti necessari per l'organizzazione dell'attività. Oltre ai cosiddetti atti esterni (fatture, documenti di trasporto o note di credito), ogni impresa utilizza infatti una serie di atti interni personali, come documenti di carico e scarico o di movimentazione interna, necessari per trasferire i beni da un'area all'altra.
Per questo è così importante il campo MOVIMENTO, poiché consentirà di modificare l'esistenza dei beni nel magazzino. Così strutturato, infatti, il campo MOVIMENTO presenterà esclusivamente 3 opzioni: 1, 0 e -1. Associando l'opzione 1 ad un tipo di documento il sistema provvederà ad incrementare l'esistenza in magazzino di tante unità quanti sono i beni in entrata (opzione valida, ad esempio, nelle fatture passive oppure nei resi da clienti); l'opzione 0 lascerà invariata l'esistenza del bene in magazzino (opzione valida, ad esempio, quando si dovrà provvedere alla sostituzione di un bene difettoso); l'opzione -1, infine, provvederà a ridurre l'esistenza in magazzino di tante unità quanti sono i beni in uscita (opzione valida, ad esempio, nelle fatture attive o nei resi a fornitore).
Completata la struttura della tabella TIPI_DOC, potrà essere creata la maschera utilizzando la procedura della creazione guidata. Nella finestra del database scegliere la scheda "Maschere", quindi "Nuovo". Selezionare l'opzione "Creazione guidata Maschera" e indicare la tabella TIPI_DOC come origine dei dati. Premere Ok. La creazione guidata richiederà alcune informazioni necessarie a completare l'operazione: campi da inserire nella maschera, layout da applicare e stile da utilizzare. Indicare tutti i dati necessari e proseguire con il pulsante Avanti fino ad arrivare al termine della procedura guidata.
Al termine dell'operazione sarà possibile modificare ulteriormente la maschera creata oppure aggiungere pulsanti o etichette nonché rimuovere le barre di scorrimento, i selettori record, i pulsanti di scorrimento o modificare lo stile del bordo e i pulsanti di ingrandimento o riduzione a icona. Tutte le modifiche devono essere effettuate in modalità "Struttura": scegliere gli oggetti da inserire dalla Casella degli strumenti e trascinarli nella sezione Piè di pagina della maschera; in automatico sarà avviata la creazione automatica dell'oggetto. Qualora così non fosse, accertarsi che il pulsante Autocomposizione controllo all'interno della Casella degli strumenti sia attivato.
 
Con l'ultimazione della tabella TIPI_DOC sono state già realizzate tutte le tabelle di base che consentono un'ottimale gestione del magazzino. Si passerà, adesso, a creare la procedura che consentirà l'emissione dei documenti contabili (fatture, documenti di trasporto, note di credito e così via) e al contempo permetterà la movimentazione dei beni all'interno del magazzino.
Tale procedura sarà leggermente più complessa rispetto a quelle eseguite fino ad ora poiché richiede l'intervento di due tabelle che lavoreranno in sintonia. La prima tabella dovrà contenere la testata dei documenti ossia il riferimento al cliente o al fornitore con il quale si esegue l'operazione mentre la seconda dovrà contenere il dettaglio ossia l'elenco dei beni che si intendono movimentare. Le due tabelle saranno relazionate da un campo univoco.
Creare una nuova tabella chiamata T_MOVIMENTI, che sarà composta dai seguenti campi:
  • ID_T_MOVIMENTO: Tipo dati Contatore, Dimensione Intero lungo, Nuovi valori Incremento, Chiave primaria, Indicizzato con duplicati non ammessi;
  • DATA_T_MOVIMENTO: Tipo dati Data/ora, Formato Data in cifre;
  • TIPO_DOC_DESCRIZIONE: Tipo dati Testo, Dimensione 50, Indicizzato con duplicati ammessi. Nella scheda Ricerca selezionare nel campo "Visualizza controllo” l'opzione "Casella combinata”, nel campo "Tipo origine riga” selezionare la voce "Tabella/query”, nel campo "Origine riga” scrivere l'istruzione "SELECT CLIFO.RAGSOC, CLIFO.TIPO, CLIFO.INDIRIZZO, CLIFO.CITTA FROM CLIFO”, nel campo "Solo in elenco” scegliere l'opzione Sì;
  • NUMERO_DOC: Tipo dati Testo, Dimensione 7, Indicizzato con duplicati ammessi;
  • DATA_DOC: Tipo dati Data/Ora, Formato Data in cifre;
  • CLIFO_RAGSOC: Tipo dati Testo, Dimensione 50, Indicizzato con duplicati ammessi. Nella scheda Ricerca selezionare nel campo "Visualizza controllo” l'opzione "Casella combinata”, nel campo "Tipo origine riga” selezionare la voce "Tabella/query”, nel campo "Origine riga” selezionare la voce "CLIFO”, nel campo "Numero colonne” scrivere 4, nel campo "Intestazioni di colonne” scegliere l'opzione Sì, nel campo "Solo in elenco” scegliere l'opzione Sì.
Creiamo adesso una tabella, che chiameremo D_MOVIMENTI contenente di seguenti campi:
  • ID_D_MOVIMENTI: Tipo dati Contatore, dimensione Intero lungo, Chiave primaria, Indicizzato con duplicati non ammessi;
  • ID_T_MOVIMENTO: Tipo dati Numerico, dimensione Intero lungo, Indicizzato con duplicati ammessi;
  • MAGAZZINO_CODICE: Tipo dati Testo, Dimensione 25, Indicizzato con duplicato ammessi. Nella scheda Ricerca selezionare nel campo "Visualizza controllo” l'opzione "Casella combinata”, nel campo "Tipo origine riga” selezionare la voce "Tabella/query”, nel campo "Origine riga” scrivere l'istruzione "SELECT DESCRIZIONE, CODICE FROM MAGAZZINO”, nel campo "Colonna associata” scrivere 2, nel campo "Numero colonna” scrivere 2, nel campo "Solo in elenco” scegliere l'opzione Sì;
  • QUANTITA: Tipo dati Numerico, Dimensione campo Precisione doppia;
  • PREZZO: Tipo dati Numerico, Dimensione campo Precisione doppia;
  • ENTRATA_USCITA: Tipo dati Numerico, Dimensione campo Precisione doppia;
  • IVA: Tipo dati Numerico, Dimensione campo Intero lungo.
Dal menu Strumenti accedere alla voce Relazioni. Inserire le tabelle TIPI_DOC, T_MOVIMENTI e D_MOVIMENTI. Selezionare il campo TIPO_DOC_DESCRIZIONE della tabella T_MOVIMENTI e trascinarlo sul campo DESCRIZIONE della tabella TIPI_DOC. Selezionare le opzioni "Applica integrità referenziale”, "Aggiorna campi correlati a catena” e "Elimina campi correlati a catena” e accertarsi che il tipo di relazione che si sta creando sia Uno-a-molti. Ripetere l'operazione correlando il campo CLIFO_RAGSOC della tabella T_MOVIMENTI con il campo RAGSOC della tabella CLIFO, il campo ID_T_MOVIMENTO della tabella D_MOVIMENTI con il campo ID_T_MOVIMENTO della tabella T_MOVIMENTI, il campo MAGAZZINO_DESCRIZIONE della tabella D_MOVIMENTI con il campo CODICE della tabella MAGAZZINO.
Nel prossimo articolo impareremo come associare una maschera alle due tabelle appena create nonché inserire e stampare i documenti contabili.

Creare un software gestionale con Microsoft Office: db Clienti, Fornitori e Magazzino


Qualunque impresa può trarre beneficio da una gestione informatizzata del lavoro d'ufficio, per accelerare il passaggio delle informazioni e limitare il rischio di errori, mantenendo intatta la memoria storica delle attività. Tuttavia, non sempre i software gestionali in commercio sono si adattano alle specificità di alcuni business. A volte, è più semplice optare per soluzioni di uso comune, come quelle fornite dal pacchetto Microsoft Office.
Basta utilizzare Access per lo storage delle informazioni, Excel per analizzarle predisponendo report analitici, Word per aggregare i dati in un documento unico e creare lettere standard da spedire a clienti e contatti,
anche solo a gruppi filtrati in base a determinate caratteristiche (come ad esempio quelli che hanno raggiunto uno specifico fatturato annuo).
Tracciamo dunque le linee guida per realizzare un applicativo in grado di amministrare le attività di un qualsiasi ufficio: un generico modus operandi che si potrà adattare, con limitate rettifiche, a numerose attività d'impresa sia di produzione di beni che di erogazione di servizi. Nel nostro tutorial, l'applicativo che andremo a realizzare sarà rivolto prevalentemente a soddisfare le esigenze di un piccolo albergo.
Per prima cosa si dovranno creare gli archivi di base destinati a contenere le informazioni basilari: anagrafica clienti e fornitori, beni del magazzino e relative categorie. Apriamo Access e salviamo un nuovo database, quindi creiamo una nuova tabella chiamata CLIFO contenente i seguenti campi:
  • TIPO: necessario per specificare se il soggetto che si intende registrare è un cliente o un fornitore. Il campo dovrà essere di tipo Testo, dimensione 50. Nella scheda Ricerca selezionare nel campo "Visualizza controllo" l'opzione "Casella combinata", nel campo "Tipo origine riga" selezionare la voce "Elenco valori", nel campo "Origine riga" indicare "Cliente; Fornitore", nel campo "Solo in elenco" scegliere l'opzione Sì;
  • RAGSOC: indica la ragione sociale del cliente o fornitore che si intende registrare. Il campo dovrà essere chiave primaria, di tipo Testo, dimensione 50, indicizzato con duplicati non ammessi;
  • INDIRIZZO: tipo Testo, dimensione 255;
  • CITTA: tipo Testo, dimensione 50;
  • PROV: tipo Testo, dimensione 2;
  • CAP: tipo Testo, dimensione 5;
  • PIVA: indica la Partita Iva del cliente o fornitore che si intende registrare. Il campo dovrà essere di tipo Testo, dimensione 11;
  • CODFISC: indica il codice fiscale del cliente o fornitore che si intende registrare. Il campo dovrà essere di tipo Testo, dimensione 16;
  • TELEFONO: tipo Testo, dimensione 50;
  • EMAIL: tipo Testo, dimensione 255.

Per associare una maschera alla tabella appena creata è possibile avviare la procedura di creazione guidata. Nella finestra del database scegliere la scheda Maschere, quindi Nuovo. Nella finestra di dialogo selezionare l'opzione Creazione guidata Maschera e la tabella per l'origine dei record per la maschera. Infine scegliere Ok.
L'autocomposizione richiederà alcune informazioni necessarie a completare l'operazione come ad esempio la selezione dei campi da inserire nella maschera, il layout da applicare e lo stile da utilizzare.
Al termine della creazione guidata si potranno apportare ulteriori modifiche alla maschera appena salvata. Sarà sufficiente selezionare il campo da modificare e richiamare le proprietà dal menu Visualizza. Le modifiche possono avvenire esclusivamente in modalità Struttura. Sarà, così, possibile rimuovere le barre di scorrimento, i selettori record, i pulsanti di scorrimento o modificare lo stile del bordo e i pulsanti di ingrandimento o riduzione a icona.
In modalità Struttura sarà possibile, inoltre, inserire ulteriori oggetti quali pulsanti o etichette. I pulsanti sono indispensabili se si vuole permettere di effettuare operazioni sulle tabelle come ad esempio inserire un nuovo record o eliminarne uno esistente, spostarsi al record successivo o a quello precedente oppure effettuare operazioni sulle maschere come ad esempio aprire o chiudere una finestra.
Richiamiamo la finestra Casella degli strumenti dal menu Visualizza. Accertiamoci che il pulsante Autocomposizione controllo sia attivato. In questo modo, per ogni oggetto che si inserisce nella maschera si avvierà in modo automatico una autocomposizione che ci guiderà durante l'operazione.
Scegliamo l'oggetto Pulsante di comando e trasciniamolo nella sezione Piè di pagina della maschera. In automatico sarà avviata la finestra Creazione guidata pulsante di comando. Si tratta, in pratica, di una procedura guidata nella quale si dovranno indicare le caratteristiche del pulsante che si vuole creare. I pulsanti che andremo a creare saranno quelli relativi allo spostamento tra i record, alla ricerca, al salvataggio e all'eliminazione nonché un pulsante consente la chiusura della maschera.
 
Analogamente alla tabella CLIFO potranno essere create altre due tabelle: CATEGORIE e MAGAZZINO. La tabella CATEGORIE contenerrà una serie di categorie di beni (nel nostro caso: Bevande, Alimentari o Latticini; un'impresa produttiva potrebbe catalogare beni del tipo: Materia prima, Prodotto finito, Materiale di consumo). Con la tabella MAGAZZINO potranno essere gestiti prodotti e scorte (nel nostro caso, scorte bar, ristorante o di eventuali punti cassa) in modo che l'imprenditore possa avere in qualunque momento un inventario aggiornato sul patrimonio aziendale.
Il magazzino sarà movimentato dai documenti ricevuti e dalle fatture e ricevute fiscali emesse, che determineranno rispettivamente entrata e uscita beni. Per ciascun articolo sarà possibile impostare una "scorta minima" e un "minimo ordinabile" al fine di realizzare una procedura che consenta di filtrare i prodotti la cui quantità sia sotto la scorta minima, in modo da agevolare l'emissione di un ordine al fornitore.
La tabella CATEGORIE sarà costituita da un solo campo chiamato DESCRIZIONE, Chiave primaria, tipo Testo, dimensione campo 50, indicizzato con duplicati non ammessi. La tabella MAGAZZINO, invece, sarà composta dai seguenti campi:
  • CODICE: tipo Testo, dimensione campo 25, chiave primaria, indicizzato con duplicati non ammessi;
  • CATEGORIA_DESCRIZIONE: il campo è necessario a creare una relazione con la tabella CATEGORIA e dovrà essere di tipo Testo, dimensione campo 50, indicizzato con duplicati ammessi. Fra le proprietà del campo, nella sezione Ricerca, si dovrà selezionare nel campo "Visualizza controllo" l'opzione "Casella combinata", nel campo "Tipo origine riga" l'opzione "Tabella/query", nel campo "Origine riga" l'opzione CATEGORIE, nel campo "Colonna associata" inserire 1, nel campo "Numero colonne" indicare il numero 1, nel campo "Intestazioni colonne" scegliere l'opzione Sì, nel campo "Solo in elenco" scegliere l'opzione Sì;
  • DESCRIZIONE: tipo Testo, dimensione campo 50, indicizzato con duplicato non ammessi;
  • CLIFO_RAGSOC: il campo è necessario a creare una relazione tra la tabella CLIFO e dovrà essere di tipo Testo, dimensione campo 50, indicizzato con duplicati ammessi. Fra le proprietà del campo, nella sezione Ricerca, si dovrà selezionare nel campo "Visualizza controllo" l'opzione "Casella combinata", nel campo "Tipo origine riga" l'opzione "Tabella/query", nel campo "Origine riga" inserire l'istruzione SELECT RAGSOC, INDIRIZZO, CITTA, PROV FROM CLIFO WHERE TIPO = "Fornitore", nel campo "Colonna associata" inserire 1, nel campo "Numero colonne" indicare il numero 4, nel campo "Intestazioni colonne" scegliere l'opzione Sì, nel campo "Solo in elenco" scegliere l'opzione Sì;
  • UM: campo destinato a contenere l'unità di misura dovrà essere di tipo Testo, dimensione campo 2;
  • PREZZOACQUISTO: tipo Numerico, dimensione campo Precisione doppia, formato Valuta;
  • PREZZOVENDITA: tipo Numerico, dimensione campo Precisione doppia, formato Valuta;
  • SCORTA: tipo Numerico, dimensione campo Precisione doppia;
  • RIORDINO: tipo Numerico, dimensione campo Precisione doppia.
Completate entrambe le tabelle, è possibile creare le maschere seguendo la procedura della creazione guidata.
In conclusione occorre creare le relazioni fra le tabelle, per rendere i dati coordinati in modo da visualizzare le informazioni nello stesso ordine. Una relazione funziona facendo corrispondere i dati nei campi chiave - ossia la Chiave primaria di una tabella - con una Chiave esterna di un'altra tabella.
Chiudiamo tutte le tabelle aperte. Accediamo alla voce Relazioni dal menu Strumenti. Dal menu Relazioni accediamo alla voce Mostra tabella. Nella finestra Mostra tabelle selezioniamo le tabelle CATEGORIE, CLIFO e MAGAZZINO. Clicchiamo sul pulsante Aggiungi, quindi chiudiamo la finestra.
Sulla maschera sottostante, chiamata Relazioni, sono presenti le 3 tabelle appena inserite. Selezioniamo il campo DESCRIZIONE della tabella CATEGORIE e spostiamolo sul campo CATEGORIA_DESCRIZIONE della tabella MAGAZZINO. Così facendo, sarà visualizzata una finestra di dialogo. Assicuriamoci che i nomi dei campi visualizzati nelle due colonne siano quelli che abbiamo scelto e impostiamo le opzioni di relazione: selezioniamo i campi Applica integrità referenziale, Aggiorna campi correlati a catena ed Elimina record correlati a catena. Infine, accertiamoci che la relazione che si intende creare sia del tipo Uno-a-molti. Scegliamo il pulsante Crea per creare la relazione.
La stessa operazione deve essere ripetuta anche con il campo RAGSOC della tabella CLIFO e il campo CLIFO della tabella MAGAZZINO.

Condoni fiscali 2011: manovre e riforme

Il dibattito sul condono fiscale sta agitando l'Italia nonostante il ministro dell'Economia Giulio Tremonti abbia negato che ci sia allo studio qualsiasi ipotesi di condono fiscale tombale o edilizio. Ma numerosi esponenti della maggioranza, a partire dal capogruppo dei deputati del Pdl, Maurizio Cicchitto, che si sono espressi in termini possibilisti sull'eventualità di un condono nell'ottica di rilanciare la crescita. Tra i contrari al condono, l'opposizione, la Lega, gli ordini degli architetti e dei commercialisti, la Cgia di Mestre.
A margine della manovra finanziaria 2011 è stato comunque approvato un ordine del giorno di Domenico Scilipoti relativo a un possibile condono fiscale tombale ed edilizio. Quello più dibattuto tra i condoni fiscali 2011, è il condono fiscale, anche se quello più facilmente realizzabile sarebbe invece il condono edilizio.
Il problema con i condoni fiscali, infatti, è l'incompatibilità con le leggi comunitarie in materia di IVA, come emerso a margine del condono IVA 2002.

Ordine del Giorno Scilipoti: condono tombale ed edilizio

L'ordine del giorno presentato da Domenico Scilipoti e approvato alla Camera impegna il governo a «valutare l'ipotesi di un condono fiscale» che preveda la possibilità per ogni contribuente di condono tombale per gli anni 2006-2010. A titolo di condono per ogni anno fiscale il contribuente dovrebbe versare:
1500 euro per ciascun anno fino a 40mila euro di fatturato.
3500 euro per ogni anno per i fatturato da 40mila a 100mila euro.
sopra i 100mila euro di fatturato, 3500 euro per ogni anno più l'1% della somma che supera i 100mila euro.
Le scadenze di pagamento: il 20% del totale entro il 30 novembre 2011, il restante 80% in quattro rate bimestrali con scadenza 30 gennaio 2012, 31 marzo 2012, 31 maggio 2012, 31 luglio 2012. La prova del pagamento della prima rata (novembre 2011) dovrebbe estinguere i relativi contenziosi in corso.
Questa ipotesi di condono riguarda anche i contenziosi già in atto per gli anni antecedenti al 2006, con la possibilità di pagare solo il 20% dell'imposta evasa ed accertata dal fisco.
Per evitare che il contribuente aderisca al condono e poi paghi solo la prima rata, ovvero l'acconto del 20%, sono previsti «maggiori poteri al fisco» che potrebbe agire esecutivamente, anche con l'aiuto delle forze dell'ordine, «mediante lo spossessamento di beni mobili e valori fino ad una somma stimata dallo stesso agente esecutore del fisco, immediatamente efficace e non appellabile, fino al triplo del valore del debito». Norma applicabile anche a beni non intestati al contribuente ma in uso allo stesso contribuente. I beni verrebbero messi all'asta, e la somma eccedente a quanto dovuto restituita al contribuente.
Quanto all'ipotesi di condono edilizio, l'OdG Scilipoti propone anche una sanatoria per «i piccoli abusi destinati all'edilizia residenziale», e in particolare le opere abusive realizzate entri il 31 dicembre 2010 in ampliamento a opere consentite regolarmente. L'opera abusiva di ampliamento non deve essere superiore al 25% della volumetria della costruzione originaria e non deve superare i 400 metri cubi (130 metri quadri). L'ampliamento deve trovarsi a un massimo di 75 metri dalla costruzione originaria.
Si tratta, è bene ricordarlo, di un semplice ordine del giorno, che esprime dunque un indirizzo, non di una norma.

I condoni fiscali in manovra finanziaria 2011

Nel frattempo, le manovre finanziarie dell'estate contengono alcuni provvedimenti in materia di condono: una sanatoria fiscale sulle liti pendenti con l'Agenzia delle Entrate e una estensione degli accertamenti su chi aveva aderito al condono IVA del 2002.
Il provvedimento sui contenziosi fiscali è contenuto nell'art.39, comma 12 del Dl 98/2011 e riguarda le liti pendenti fino a 20mila euro. Il contribuente che ha una questione aperta con il Fisco può risolverla entro il 30 novembre 2011 pagando un importo agevolato. L'Agenzia delle Entrate invierà una lettera informativa a tutti gli interessati (circa 250mila contribuenti).
Sono sanabili le questioni fiscali (atti impositivi compresi avvisi di accertamento e provvedimenti di irrogazione delle sanzioni) pendenti al primo maggio 2011 davanti alle commissioni tributarie o al giudice ordinario in ogni grado di giudizio (fino alla Corte di Cassazione).
Non sono condonabili, invece, le somme relative al recupero di aiuti di Stato illegittimi. Quanto alle altre esclusioni, l'Agenzia delle Entrate specifica che «non posso essere chiuse le liti relative al rifiuto espresso o tacito alla restituzione di tributi e quelle sugli avvisi di liquidazione e i ruoli. Escluse anche le liti sull’omesso versamento dei tributi e quelle collegate ai precedenti condoni».
Ecco il calcolo delle somme da versare aderendo al condono fiscale:
  • Valore della lite è di importo fino a 2mila euro: 150 euro.
  • Oltre i 2mila euro:
    1. il 10% del valore della lite nel caso di provvisorio esito favorevole al contribuente.
    2. il 30% se l’organo giudiziario non si è ancora pronunciato.
    3. il 50% se l’esito provvisorio è favorevole all’Agenzia.
Non è possibile pagare a rate, nè compensare le somme dovute con un credito di imposta. Gli importo vanno versati entro il 30 novembre 2011 ed entro il 2 aprile 2012 occorre presentare la relativa domanda di definizione della lite.
Le liti fiscali che rientrano fra quelle risolvibili ai sensi di questa legge sono sospese fino al 30 giugno 2012. E sono sospesi fino a questa data anche «i termini per la proposizione di ricorsi, appelli, controdeduzioni, ricorsi per cassazione, contro ricorsi e ricorsi in riassunzione, compresi i termini per la costituzione in giudizio».
Entro il 15 luglio 2012 gli uffici competenti provvederanno a trasmettere «alle commissioni tributarie, ai tribunali e alle corti di appello nonchè alla
Corte di cassazione» l'elenco delle liti per cui è stata presentata domanda di definizione. A questo punto, «tali liti sono sospese fino al 30 settembre 2012». Entro questa data, gli uffici competenti devono inviare formale comunicazione relativa alla regolarità della definizione della lite (quindi accettare la domanda e il relativo pagamento), o a un eventuale diniego.

Condono IVA in manovra finanziaria bis

La manovra finanziaria bis contempla due diversi provvedimenti che riguardano i contribuenti che aderirono al condono fiscale IVA 2002.
Chi ha aderito al condono tombale 2002, ma poi non ha pagato le rate o ne ha interrotto il pagamento, deve saldare il debito entro fine anno. Su questi contribuenti «l'Agenzia delle Entrate e le società  del  gruppo Equitalia e di Riscossione Sicilia», si legge nel comma 5-bis dell'articolo 2 della manovra convertita in legge a metà settembre «provvedono all'avvio di una ricognizione» entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (quindi entro il 16 ottobre). Nei successivi 30 giorni, quindi fino al 16 novembre, le società del gruppo Equitalia e di Riscossione Sicilia provvedono ad avviare, sempre nei confronti di questi contribuenti, «ogni azione coattiva necessaria al fine dell'integrale recupero delle somme dovute e non corrisposte, maggiorate degli interessi maturati, anche mediante l'invio di un'intimazione a pagare quanto concordato e non versato alla prevista scadenza, inderogabilmente entro il termine ultimo del 31 dicembre 2011».
In pratica, chi ha usufruito del condono tombale 2002 e poi non ha pagato deve pagare entro il prossimo 31 dicembre. In caso contrario, si applica una sanzione pari al 50% delle somme dovute ma il contribuente resta oggetto di accertamento per tutti i periodi di imposta successivi a quelli condonati entro il 31 dicembre 2012.
L'accertamento riguarderà anche le attività svolte dal contribuente medesimo con identificativo fiscale diverso da quello indicato nelle dichiarazioni relative al condono»: se i contribuenti non pagano le somme dovute, verranno sottoposti a un maxi-accertamento fiscale che potrà riguardare i 9 anni dal 2003 al 2011. In realtà, i periodi di imposta per cui è ancora in corso il termine di accertamento in genere sono gli ultimi cinque, quindi si va dal 2007 al 2011. Ma per alcuni tipi di controllo, ad esempio nei casi di rilevanza penale, i termini sono più lunghi.
In manovra finanziaria c'è poi una seconda misura, che invece riguarda coloro che hanno aderito al condono Iva 2002 (legge n.289): i termini per gli accertamenti pendenti al 31 dicembre 2011 vengono prorogati di un anno, quindi a fine dicembre 2012.
Questo è un capitolo particolarmente controverso perchè il condono Iva 2002 era stato successivamente (nel 2008) bocciato dalla Corte di Giustizia Europea.
perchè in contrasto con la normativa comunitaria. Il risultato di questo pronunciamento è stato un comprensibile coas, che la manovra d'agosto con lo slittamento dei termini di accertamento di un anno ha ulteriormente complicato. Chi ha aderito al condono, poi ritenuto illegittimo, rischiava di essersi praticamente auto-denunciato al fisco.
Su questo, ci sono due recenti sentenze della cassazione, una relativa a una controversia legata all'ammissibilità del condono Iva 2002, depositata lo scorso 22 settembre, l'altra riguardante un ricorso dell'Agenzia delle entrate su una sentenza sempre relativa al condono 2002.

La Cassazione sul condono 2002

La sentenza 19333/11 dell'Alta Corte ha stabilito che la sanatoria prevista dalla legge 289 del 2002 non è del tutto in contrasto con le norme comunitarie e nemmeno con la sentenza della Corte di Giustizia UE del 2008. La Corte rilancia un orientamento che era già stato espresso con la sentenza 3676 del 2010.
Secondo i giudizi di Cassazione, la pronuncia UE trova applicazione solo quando non sussiste un contenzioso fra amministrazione e contribuente. Invece, l'ipotesi prevista dal condono 2002, «non comporta una rinuncia dell'amministrazione all'accertamento dell'imposta (già effettuato e contestato nella sua legittimità), bensì la definizione di una lite in corso con il contribuente, in funzione della riduzione del contenzioso in atto». Quindi, il condono 2002 «nella parte in cui si riferisce alle controversie in materia di IVA, non può essere disapplicato» nè per contrasto con le direttive europee nè per effetto della pronuncia della Corte di Giustizia del 2008.
Fra l'altro, anche se la sentenza in questione si riferisce a un contenzioso relativo al condono Iva 2002, citando espressamente la definizione delle liti pendenti e definendola legittima, può riflettersi positivamente anche sul provvedimento di condono previsto dalla manovra di luglio, che come detto riguarda le liti pendenti fino a 20mila euro. 
In base a questa sentenza non sussiste il timore di inammissibilità della sanatoria, semplicemente (visto che in 8 anni, malgrado il condono, lo stato non è riuscito a recuperare le somme), la manovra prevede il prolungamento di un anno dei termini per le annualità coperte da condono.
Il problema sussiste invece per chi ha aderito al condono pagando solo la prima rata. In questo caso, la sentenza n.19681/11, depositata il 27 settembre, stabilisce che la sanatoria Iva 2002 non stabilisce il perfezionamento in base al pagamento della prima rata. La Cassazione ritiene «legittimo il diniego di condono in caso di versamento di una sola delle rate previste» e in questo senso cita anche l'incompatibilità che un condono di questo genere avrebbe con la sentenza europea del 2008.

Condoni fiscali: online software per liti pendenti

Contenziosi con il Fisco: online il software per fare domanda di chiusura agevolata, grazie al condono fiscale concesso dalla Manovra Finanziaria per chiudere più velocemente le controversie fiscali fino a 20mila euro ed ancora aperte alla data del 1° maggio 2011, davanti alle Commissioni tributarie o al Giudice ordinario in ogni grado del giudizio.
Per aderire al condono fiscale sulle liti pendenti c'è tempo fino al 2 aprile 2012 ma i versamenti devono essere effettuati entro il 30 novembre 2011 tramite "modello F24 Versamenti con elementi identificativi" (codice tributo 8082).

Il software che permette di compilare le domande di definizione delle controversie pendenti, da inviare all'Ufficio delle Entrate o per via telematica, può essere scaricato accedendo alla sezione "Strumenti" del sito Internet dell'Agenzia.
Le liti minori pendenti potranno essere considerate chiuse solo qualora il contribuente provveda a versare per intero l'importo dovuto, qualora vi siano somme da pagare, e a presentare la domanda entro i termini prestabiliti.
I pagamenti all'Agenzia delle Entrate sono calcolati in base al valore della lite. Fino a 2mila euro l'importo è di 150 euro, sopra i 2mila euro sono previsti diversi scenari:
  • se l'esito provvisorio è a favore del contribuente l'importo da versare sarà del 10% del valore della lite;
  • se l'organo giudiziario non si è ancora pronunciato l'importo da versare sarà del 30% del valore della lite;
  • se l'esito provvisorio è favorevole all'Agenzia l'importo da versare sarà del 50% del valore della lite;
Ricordiamo infine che per ciascuna lite che si vuole chiudere con la corsia preferenziale deve essere presentata una domanda di definizione distinta.
Fonte: Agenzia delle Entrate

Servizi INPS: al via nuovo Contact Center

Nuovo servizio INPS per cittadini e imprese: a novembre parte un nuovo contact Center INPS automatizzato, con sistema di risposta telefonica senza operatore (Circolare n. 135 del 12 ottobre 2011). Una riorganizzazione dell'assetto funzionale del servizio informativo e di consulenza previdenziale INPS, dunque, ad oggi veicolato attraverso i diversi canali a disposizione: sportelli fisici, telefono, posta elettronica, PEC e così via.
Per far fronte alla crescente mole di informazioni richieste i servizi INPS si adeguano con il potenziamento del sistema di Customer Care, che passa per un processo di integrazione delle sue componenti (Numero Verde INPS.
Il nuovo servizio INPS di risposta telefonica farà sì che a rispondere alle chiamate dirette ai numeri telefonici delle Direzioni provinciali delle Agenzie complesse e territoriali sia un Contact Center multicanale.
Questo, attraverso un risponditore automatico indirizzerà verso la sezione specialistica più adeguata a rispondere all'esigenza dell'utente.
Il nuovo modello organizzativo è stato studiato dall'INPS per consentire a cittadini e imprese di ottenere risposte veloci ai propri quesiti più semplici attraverso il portale vocale e di ottenere, per le questioni più articolate, una consulenza diretta e personale.
Tra le funzionalità implementate, anche l'indicazione per i clienti degli utenti già presenti in coda, in attesa del primo operatore disponibile. In caso di domande o richieste di servizi particolarmente complessi si potrà optare per l'acquisizione della scheda "Linea INPS" da indirizzare alla specifica area di consulenza regionale, oppure richiedere un appuntamento con un funzionario di Agenzia.